VITO TOZZI

Chi sono

La mia storia, la passione per l’astronomia e il percorso personale sotto il cielo.

Tra educazione, musica, sport e passione per il cielo

Mi chiamo Vito Tozzi, sono un insegnante di scuola media e da sempre considero la curiosità, la conoscenza e la voglia di scoprire qualcosa di nuovo parti fondamentali della mia vita.

Il mio percorso di formazione ha seguito interessi diversi ma, per molti aspetti, complementari. Sono diplomato all’ISEF dell’Aquila – sede di Foggia e ho conseguito il diploma in Strumenti a Percussione presso il Conservatorio di Musica di Foggia. Due esperienze che hanno contribuito profondamente alla mia formazione personale e professionale, insegnandomi il valore della disciplina, della costanza, dell’ascolto e della condivisione.


♪ Musica, sport e curiosità

La musica occupa da sempre un posto importante nella mia vita. Il ritmo, l’espressività e il linguaggio universale dei suoni hanno accompagnato una parte significativa del mio percorso.

Un’altra grande passione è la pallavolo, uno sport che amo non soltanto per l’aspetto tecnico e agonistico, ma soprattutto per i valori che rappresenta: collaborazione, fiducia, sacrificio, rispetto e spirito di squadra.

Ma c’è una passione che, più di ogni altra, continua ad alimentare la mia curiosità: l’astronomia.


✦ Il cielo, una passione senza confini

Osservare il cielo significa per me confrontarsi con qualcosa di immensamente più grande di noi. Ogni osservazione è un’occasione per conoscere, comprendere e, allo stesso tempo, meravigliarsi.

Dalla Luna ai pianeti, dal Sole alle stelle, fino agli oggetti più lontani del profondo cielo, l’astronomia mi permette di unire conoscenza scientifica, tecnologia e fascino per l’Universo.

Con il tempo, questa passione si è naturalmente incontrata con quella per la fotografia, portandomi verso l’astrofotografia.

Fotografare il cielo non significa semplicemente ottenere una bella immagine. Significa preparare una sessione osservativa, conoscere la propria strumentazione, inseguire la luce proveniente da oggetti lontanissimi e trasformare ore di acquisizione ed elaborazione in un’immagine capace di raccontare una piccola parte dell’Universo.

È una disciplina che richiede pazienza, precisione, tecnica e perseveranza, ma che sa regalare emozioni straordinarie.


☄ Una passione condivisa: gli Astrofili di Capitanata

Da diversi anni collaboro con gli Astrofili di Capitanata, un gruppo di appassionati con cui condivido l’amore per l’astronomia, l’osservazione del cielo e la divulgazione scientifica.

Questa collaborazione rappresenta per me un’importante occasione di confronto, crescita e condivisione: osservare insieme, scambiarsi esperienze e competenze e avvicinare altre persone alla conoscenza del cielo rende questa passione ancora più coinvolgente.

Insieme agli Astrofili di Capitanata partecipo ad attività e serate osservative, contribuendo a creare occasioni nelle quali il pubblico possa avvicinarsi all’astronomia e scoprire direttamente, attraverso i telescopi, alcune delle meraviglie dell’Universo.


⌖ Osservare, fotografare, condividere

La mia esperienza di insegnante influenza inevitabilmente anche il modo in cui vivo l’astronomia. Credo infatti che la conoscenza acquisti ancora più valore quando viene condivisa.

Per questo mi appassiona non soltanto osservare e fotografare il cielo, ma anche raccontarlo: durante le serate osservative, negli eventi divulgativi e in tutte quelle occasioni in cui un telescopio può diventare uno strumento capace di avvicinare le persone alla scienza.

Vedere qualcuno osservare per la prima volta i crateri della Luna, gli anelli di Saturno o le bande di Giove significa riscoprire ogni volta quella stessa meraviglia che mi ha fatto innamorare dell’astronomia.

Questo sito nasce proprio con questo spirito: essere uno spazio personale nel quale raccogliere le mie astrofotografie, raccontare le mie esperienze, presentare la strumentazione che utilizzo e condividere osservazioni, eventi e approfondimenti dedicati al cielo.

Perché, nonostante la tecnologia, i telescopi e le fotocamere, tutto comincia sempre dallo stesso gesto, semplice e antico:

“Alzare gli occhi verso il cielo.”